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Come si degusta il vino?

come degustare il vino

Ti sei mai chiesto come si degusta il vino? Oggi vogliamo darti delle indicazioni pratiche e veloci per degustare al meglio i tuoi vini preferiti!

LA SCELTA DEL BICCHIERE

Ogni vino predilige un suo bicchiere. Ecco qualche principio base per la scelta del tuo bicchiere da vino.

  • Per i vini giovani scegli bicchieri con l’imboccatura stretta. Occhi puntati all’etichetta! Infatti i vini appena nati, o delicati in generale, devono arrivare diretti al naso senza dispersione di aroma.
  • Più il vino è corposo e importante invece, per età o per complessità, più ampia deve essere l’imboccatura del calice che scegliamo, così da permettere di cogliere tutte le sfumature olfattive.
  • Per gli spumanti secchi è d’obbligo il flûte, per quelli dolci e aromatici bene anche la coppa.
  • Per i vini passiti e liquorosi meglio un calice di piccole dimensionicon un’apertura in proporzione abbastanza ampia e uno stelo generalmente allungato, elegante.

Ricordati infine che il bicchiere non deve mai essere riempito fino all’orlo, ma al massimo fino a metà. Più il vino è intenso e complesso meno quantità va versata, fino ad un minimo di 1/3 del bicchiere stesso.

IL COLORE – Analisi Visiva (Tonalità, Trasparenza, Densità/Perlage)

  • Sappi che la palette dei vini prevede 11 coloriVini bianchi: Giallo verdolino, Giallo paglierino, Giallo dorato, Giallo ambrato. Vini rosati: Rosa tenue, Rosa cerasuolo, Rosa chiaretto. Vini rossi: Rosso porpora, Rosso rubino, Rosso granato, Rosso aranciato.
  • Inclina il bicchiere di 45°sopra una superficie bianca e valutane il colore osservandolo attraverso la parte di minor spessore del bicchiere.
  • I vini giovani, bianchi e rossi, rientrano quasi sempre nelle prime due scale di colore.
  • Gli ultimi termini delle scale sono tipici dei vini più evoluti.
  • Le tonalità ambratesono invece caratteristiche dei vini passiti.

L’OLFATTO – Analisi Olfattiva (Impatto, Raffinatezza, Completezza,  Sentori)

Anche l’olfatto è una caratteristica che richiede impegno e passione. Ma non preoccuparti, è allenabile! L’esperienza olfattiva infatti è un po’ come andare in palestra: bisogna immagazzinare i vari profumi annusando non solo vini differenti ma anche frutta, fiori, erbe e anche il tappo stesso, in modo da saper cogliere le caratteristiche di un vino in maniera profonda. Quindi prepara il tuo olfatto a quanti più odori possibili e fidati del tuo… fiuto!

IL GUSTO E LA PERSISTENZA – Analisi Gustativa (Impatto, Raffinatezza, Persistenza, Retrogusto) e Analisi Organolettica (Dolcezza, Morbidezza, Alcol Percepito, Acidità, Sapidità, Tannino, Struttura, Rapporto Gusto/Olfatto)

Arriva quindi il momento più atteso, quello in cui il vino lo si assaggia davvero, e si scopre se le sensazioni valutate prima vengono confermate o smentite, se la scelta fatta piace oppure no. Il gusto si attiva su due livelli: quello che ci permette di capire se un vino è buono o difettoso, e quello che gioca invece sui sapori che si rifanno ai nostri gusti personali. Il sapore di aceto, per dirla in maniera semplice, è sicuramente sintomatico di un vino carente, diversa è una sensazione personalmente negativa.

I gusti base sono 4 e percepiti in parti diverse della lingua: dolce, amaro, acido, salato. Con questi si combinano le caratteristiche di alcolicità e tannicità che interessano invece il palato.
Infine la persistenza, un nome quasi onirico per descrivere la capacità di un vino di lasciare un ricordo sensoriale più o meno lungo dopo la fine della deglutizione, ovvero per quanto tempo si sentono in bocca le sensazioni, i sapori e il retrogusto finale. Anche qui basta affidarsi a due regole:

  • Un vino semplice ha una persistenza di pochi secondi.
  • Un vino importante, con tanti profumi, che non si ferma al classico fiore fresco, ma presenta anche profumi di legno, di marmellata, di pepe, di spezia e così via, deve avere invece una persistenza di circa 15 secondi.

Se è vero che persistenza e importanza del vino vanno a braccetto, è altrettanto vero che ogni vino ha una sua evoluzione, e che dunque anche il vino più semplice, ha il suo “momento di importanza”.

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Al prossimo calice!

La famiglia Melillo

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